Nove miliardi di nomi


 Io non lo so com’è il vostro Dio. Perché sono uno pigro, a cui non piace buttarsi da solo nelle discussioni, che poi la gente si offende e ti dice “Eh, sempre il solito integralista, che dice che il suo Dio è migliore di quello degli altri!”. E mica voglio correre il rischio che si arrabbino e mi picchino. Che c'e' gente nervosa in giro. Lungi da me, ognuno ha il suo, e a me sta bene così.
Poi ci sono quelli che mi fermano per strada e mi dicono: “Tu l’hai letta la Bibbia?”. Ed io, che sono uno dalle vedute aperte, non me ne vado mica: mi fermo con loro, compatibilmente con il mio lavoro ed i miei impegni familiari, e se possibile li ascolto, perché alla fine sono come me. Magari la pensano diversamente, perché loro vedono un aspetto che a me sfugge, ma è proprio questo che ci rende uguali, no? Essere diversi. Lo siamo tutti. E quindi siamo uguali nella nostra diversità. Sì lo so, è complicato. Fate conto che non abbia dato spiegazioni, prendetelo come un atto di fede: siamo tutti diversi. Ed uguali.
E poi ci sono quelli che non ci credono, nel mio Dio. E che mi dicono: “Sì, va bè, e magari Gesù Cristo è nato il 25 dicembre! Si un picciriddu! (“sei un bambino”, tradotto)”. E anche lì, mi sta bene, perché mi hanno insegnato che il rispetto per le idee degli altri è alla base di ogni forma di civiltà, che dal contatto con culture differenti si cresce, si matura, si migliora, senza farsi convincere a priori che l’altro ha ragione. Perché altrimenti sei una banderuola segnavento. Perché mica puoi saperlo se hai ragione tu, o lui. Che mica scende sulla terra Gesù Cristo, o Maometto, o gli alieni o le macchine alla Matrix (perché anche Scientology, ed il paleocontatto e l’universo olografico non mi cambiano la vita: mica devo essere talmente cafone da dire alla gente in cosa credere, se non mi insultano per quello in cui credo io).
Ma poi… Poi ci sono quelli che mi dicono: “Ecco! Tu ed il tuo amico cattolico…”, “Ecco! Hai visto quello che hanno fatto i tuoi amici cattolici”, “Ecco! Tu sei cattolico come …”, “Ecco, voi cattolici avete massacrato le antiche civiltà”, “Ecco, voi cattolici andate in Africa a fare quel che … vi pare”, “Ecco…”. Quella parola, “Ecco”, mi spacca il cervello, fino a procurarmi un mal di testa di proporzioni cosmiche.
E allora mi sono deciso, così, finalmente, lo sapete, ce lo chiariamo un po’ tutti e la smettiamo di paragonarlo a questo o a quello, e non mi frantumate i gabbasisi con “il mio Dio”. E' il mio. Punto. Ve ne parlo un po’, vi dico com’è fatto, come la pensa, cosa dice di solito, perché mi piace così tanto, e perché ogni tanto mi fermo un po’ a parlarci, che va bene confrontarmi con uno così, perché lo rispetto e perché andiamo d’accordo su quasi tutto. E quando sparo qualche min… ata di troppo, lui mi richiama, con gentilezza. Io lo ascolto, e capisco che “nun c’ha mica torto”, lui, sono io che sono un po’ pirla, per dirla alla milanese.

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